Gli inizi

Ad Albate, sulla cima della collinetta nel centro del paese, c’è un luogo che da più di 125 anni accoglie i più piccoli, li educa in una dimensione cristiana, li accompagna nell’infanzia tra attività di gioco e di crescita. La storia della scuola dell’infanzia Sant’Antonino inizia nei primi anni del secolo scorso: si hanno prime notizie già nelle cronache dei giornali del 1901. All’epoca, erano da pochi mesi entrate in funzione in Albate le prime tessiture, la Frey e la Marzorati, e tra le famiglie del paese cominciò ad emergere il problema della cura dei bambini, poiché le madri erano impegnate per molte ore della giornata come operaie nelle fabbriche da poco costruite. Fu don Massimino Bolzani, che per la sua statura era affettuosamente chiamato ul dun Bulzanell, ancor oggi ricordato per la sua povertà, sempre pronto a dare a chi avesse bisogno (ed allora i bisogni erano davvero tanti), che con semplicità e riservatezza prese l’iniziativa e acquistò di sua tasca il terreno in una posizione panoramica e “salubre”.

“Uno di quegli uomini che ciarlano poco, ma fanno assai…” scriveva il quotidiano cattolico “L’Ordine” nell’edizione del 1-2 maggio. Insomma, un sacerdote che sapeva coniugare una fede robusta con una operosità concreta nel sociale. Fin da subito, l’asilo venne accolto da un apprezzamento unanime: “… la provvidenziale istituzione da una quindicina di giorni con generale soddisfazione presta ricetto e istruzione a più di un centinaio di bambini, i quali sotto la materna sorveglianza ed assistenza di tre suore della Casa di Cassano d’Adda, vanno dirozzando la loro mente, avviandoli sulla via del sapere e della virtü”, si legge sempre nell’articolo apparso sull’Ordine. L’asilo, che don Bolzani volle dedicare all’Immacolata, sorse “per incanto … con la munificenza del nostro R. Parroco e coll’aiuto di molti volonterosi che si prestarono, chi col lavoro, chi con offerte in denaro ed altri in oggetti utilissimi” (L’Ordine 9-10 maggio). I volontari, che ancora oggi sono pilastro indispensabile della struttura di via Balbiani, furono fondamentali fin dal sorgere dell’Asilo: è grazie al loro aiuto se si riuscì già all’epoca ad assicurare un servizio completo e degno di essere raccontato su queste colonne.

Nel cuore della gente

Tre suore vennero incaricate nella gestione della scuola: suor Annunciata Bedini da Loreto, maestra di lavoro, suor Lorenzina Moretti da Cassano d’Adda maestra d’asilo, suor Maria Signorelli da Inzago, aiutante; prima superiora fu Ildefonsa Botta. L’asilo, proprio perché rispondeva ad esigenze vere e nasceva dalla gente di Albate, entrò subito nel cuore della popolazione che se ne fece carico con una partecipazione viva e solidale. Da allora, copiose furono le offerte delle famiglie e delle aziende anche piccole, moltissime furono le feste e le sottoscrizioni promosse dalle varie associazioni per trovare fondi e garantire una decorosa presenza dell’asilo, aperto alle famiglie
più bisognose. E questo è davvero significativo sottolineare, perché a darsi da fare non erano solo le famiglie interessate, che usufruivano del servizio, ma tutto il paese, che si preoccupava in concreto di un’istituzione di cui si avvertiva la necessità per rispondere ai bisogni della comunità.
Lo stesso anno della sua costruzione, a settembre, viene promossa da un Comitato di Patronesse una pesca con ben 3000 doni fatti pervenire dalla popolazione; la cronaca parla anche qui di una festa “memorabile” nella quale una fiumana di persone giunge all’asilo accolta dal suono della Banda albatese e dell’Orchestra Speranza, e partecipa ad un incanto in cui la posta in palio sono “due pecore e un cuscino finemente ricamato”, a sera fuochi d’artificio. In quel tempo, le suore già accudivano a ben 115 bambini e insegnavano il cucito a 60 ragazze.

Il 27 luglio 1902, si tenne il primo saggio finale dell’asilo che coronava un anno di lavoro educativo. Sull’Ordine del 30 luglio si legge: “I minuscoli alunni seppero disimpegnare per benino la loro parte. Vennero recitate poesie e dialoghi, cantate varie canzoncine che riscossero vivi applausi. Va attribuita una meritata lode a quelle buone suore, che con pazienza, cure ed amore istruiscono questi bambini, ed un’altra lode va pure data al nostro Parroco per l’amore e i sacrifici pecuniari che all’asilo consacra”.
Di quegli anni ci è pervenuta una foto commovente: 86 bimbi tenerissimi, dagli sguardi sgranati fronte all’obiettivo, gli zoccoli di legno con il rinforzo chiodi per evitare di usurarli. Con loro le tre suore e, in prima fila, ul dun Bulzanell.

Il cambio di gestione

Nel 1919, il Parroco, con felice intuizione, ma non senza resistenze da parte di molti albatesi, cedette l’edificio alle suore Adoratrici, che da 20 anni si prendevano cura dell’educazione e della crescita dei bambini di Albate, con la condizione che restassero sempre a garantire un impegno educativo per i più piccoli. Non v’è dubbio che proprio il legame con la struttura è alla base della lunga permanenza della congregazione nel nostro territorio. Le suore rimasero fino al 1999, quando la struttura venne affidata a una cooperativa formata da volontari della parrocchia di Albate. Diversi ma tutti di grande spirito comunitario i presidenti che si sono alternati in questi anni: il defunto Piergiorgio Pedretti, Ambrogio Alberio, Carla Introzzi e il presidente in carica Vittorio Rispo. Cambiano le gestioni ma lo spirito rimane lo stesso: in un luogo curato ed accogliente a misura di bambino, i parroci, le suore, le maestre, i volontari, coadiuvati dalla preziosa e costante presenza degli Alpini si prendono cura dei più piccoli e delle loro famiglie. Era così all’inizio del secolo scorso e lo è ancora oggi, nonostante le difficoltà educative del nostro tempo, il calo demografico che ogni anno è causa di un significativo calo di iscrizioni, i cambiamenti significativi vissuti dal centro albatese che da piccolo paese di periferia abitato da gente semplice ed operaia nel primo Novecento è oggi una grande periferia che accoglie tante realtà con la ricchezza ma anche le difficoltà che questo comporta. Nella struttura di via Balbiani, ogni giorno si rinnova l’impegno di educare al bello, di educare allo stare insieme grazie all’impegno delle maestre, ma anche dei genitori che continuano a mantenere viva l’associazione genitori per promuovere momenti di convivialità, come lo spettacolo di fine anno, per dare una mano là dove serve e anche per raccogliere fondi per la scuola attraverso diverse iniziative. Per tutti questi motivi, ci auguriamo che la scuola Sant’Antonino possa avere lungo futuro e che le famiglie albatesi, ma non solo, continuino ad affidare i loro bambini a una realtà fondata su principi saldi da più di 125 anni.

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